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L’intestino è uno degli organi più delicati del corpo umano. Esso ha una delle funzioni più importanti dell’interno organismo, la digestione, e basta veramente poco perché il suo equilibrio venga turbato. Quando l’intestino perde la sua regolarità (per esempio a causa di una dieta squilibrata o per colpa di ansia e stress), è facile che compaiano infiammazioni, dolori, gonfiori e stitichezza. Come fare dare sollievo al nostro intestino? Per fortuna, non dobbiamo per forza ricorrere a farmaci o intrugli da laboratorio.

Un aiuto concreto ci viene dalla tavola. Per risolvere tutti questi disturbi, infatti, un ottimo rimedio è la pianta del lino, coltivata già da Egizi, Ebrei e Fenici che ne ricavavano preziose fibre tessili.

Dal punto di vista nutrizionale (che è quello che ci interessa di più), i semi di lino sono una miniera di sostanze benefiche per la salute dei processi digestivi. Questi semi hanno infatti ottime proprietà emollienti (protegge cioè le mucose) e depurative: contengono molti acidi grassi essenziali, mucillagini, proteine, minerali e vitamine, soprattutto dei gruppi B, E ed F. La presenza di Omega 3 e, in particolare, di alfa-linoleico, aiuta a disinfiammare e stimola l’eliminazione di scorie e tossine. Sono utili anche in caso di colon irritabile e, in più, prevengono e curano la stitichezza a patto che vengano assunti con un adeguato apporto di liquidi.

I semi di lino nascondo, però, un’insidia. La parte esterna dei semi è abbastanza dura e i succhi gastrici non riescono a intaccarla e a digerirla, e questo potrebbe provocare crampi e gonfiori. Per evitare tutti questi fastidi è meglio schiacciarli in un mortaio prima di consumarli; evitare assolutamente l’utilizzo del mixer poiché le lame surriscaldano i semi provocandone l’irrancidimento! Un altro escamotage può essere quello di metterli in ammollo e consumarli entro 24 ore: infatti quando entrano in contatto con l’acqua, i semi di lino si gonfiano e liberano nel liquido delle mucillagini dall’effetto emolliente e lassativo che favoriscono la formazione di feci più soffici e facili da espellere.

Il gel formato da semi di lino e acqua stimola la peristalsi (contrazione del tubo digerente) ed esercita un’azione calmante sulle mucose, utile in caso di bruciori e mal di pancia. Le fibre solubili presenti nel lino, una volta arrivate nel colon, spazzolano dolcemente le mucose. In questo modo riescono a smuovere dai villi intestinali le tossine chimiche o alimenti presenti nel tubo digerente ed eliminarle attraverso le feci.

Dal punto di vista culinario, i semi di lino possono essere utilizzati per condire zuppe, insalate, pane e yogurt (con cui forma un’accoppiata strabiliante, in grado di fornire contemporaneamente all’organismo probioti e fibre, aiutando l’intestino a rimanere pulito e attivo).

Recente è la notizia di uno studio sulle proprietà antitumorali dei semi di lino. Dopo aver dimostrato la loro capacità di ridurre la proliferazione del tumore alla prostata sui topi, i ricercatori hanno ottenuto risultati incoraggianti anche nell’uomo. Con tutta la cautela necessaria quando si fanno affermazioni di questo tipo, è comunque provato che gli acidi grassi omega-3, abbondanti nei semi di lino, rafforzano il sistema immunitario, migliorando di conseguenza la capacità di neutralizzare tossine e cellule cancerogene (effetto preventivo).

Per il benessere dell’intestino è utile anche l’olio che si ricava dai semi di lino. Ricco di acido alfa-linoleico, ripulisce l’apparato gastroenterico, elimina le fermentazioni e regola la peristalsi. Attenzione però al suo utilizzo, ha infatti bisogno di qualche accortezza dovuta alla ricchezza di acidi grassi polinsaturi che purtroppo si deteriorano facilmente. Innanzitutto, l’olio di semi di lino deve essere ottenuto per spremitura a freddo, dal momento che questi acidi grassi si alterano facilmente con le alte temperatura. Non usare mai e poi mai per fritture o soffritti, ma solo ed esclusivamente a crudo. Infine bisogna proteggerlo dalla luce e dal calore: va quindi conservato in bottiglie opache ben sigillate e riposto in un luogo fresco (in frigorifero dopo l’apertura, con il tappo ben chiuso) e necessariamente consumato entro un mese dall’apertura.

Seguite queste poche indicazioni, rimane un alimento ottimo alleato dell’apparato gastroenterico!

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