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Il nostro intestino è popolato da circa 300 specie di batteri che instaurano con noi una stretta e preziosa collaborazione. Preserviamo la loro integrità con una dieta adeguata.

Possediamo una vasta superficie (e con vasta intendiamo una superficie di ben 300m2!) di intestino completamente rivestito da miliardi di cellule estranee ma fondamentali per il nostro organismo: la flora batterica intestinale composta da circa 300 specie diverse (Acidophilus, Bifidus Lactobacillus, Escherichia, Enterococco, Proteus ecc.) tutte in perfetto equilibrio tra loro. Tra noi e loro vi è una stretta collaborazione:
noi le nutriamo e loro ci “ripagano” con le vitamine K, B1, B12, l’acido folico e l’acido pantotenico; metabolizzando gli ormoni steroidei e gli acidi biliari che permettono la digestione dei grassi; regolarizzando il materiale fecale e i gas intestinali; producendo antibiotici naturali; degradando le tossine; inibendo lo sviluppo di funghi, virus e del famigerato Helicobacter pilori (il temuto responsabile delle ulcere gastroduodenali); pre-digerendo i cibi; facilitando l’assorbimento delle sostanze nutritive.

Inoltre, questi batteri incrementano la funzione di barriera intestinale e promuovono la sua struttura. Infatti i topi germ-free, ossia quegli animali da laboratorio in cui è stata completamente eliminata la flora batterica, presentano un aspetto intestinale del tutto diverso rispetto ai topi con flora intestinale.

Per ultimo, il microbiota modula il funzionamento del sistema immunitario riducendo l’infiammazione e stimolando la produzione di anticorpi IgA che formano una sottile pellicola protettiva sulla mucosa intestinale. Pensate che sempre i topi germ-free hanno una importante regressione del sistema immunitario che può portare addirittura alla morte dell’animale.

E ora veniamo al punto: la dieta e la condizione di salute della persona sono fortemente correlate alla formazione di uno stato ottimale del microbiota.

Soffermiamoci su cosa accade in caso di obesità. Sono stati effettuati diversi studi su topi in cui è stato osservato che nelle feci di quelli più obesi c’è un disequilibrio tra le specie batteriche normalmente presenti in condizioni di normopeso. Inoltre, la colonizzazione di topi germ-free con una flora batterica derivante da topi obesi, provoca un aumento del grasso totale pari al 60% rispetto ai topi colonizzati con la flora batterica di un topo normopeso. Altri studi (sempre su topi) hanno evidenziato come i cambiamenti del microbiota intestinale comportino un aumento delle riserve energetiche, dell’insulino-resistenza, dell’infiammazione cronica a bassa intensità nel tessuto adiposo e aumento della permeabilità della barriera intestinale. Allora i ricercatori hanno provato ad effettuare un trapianto di microbiota e il risultato è stato una regressione di tutti questi scompensi.

E’ chiaro quindi che il microbiota partecipa in modo attivo all’assorbimento energetico e al benessere fisico. Preserviamolo con una dieta adeguata!

 

 

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