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Oggigiorno siamo bombardati da réclame, pubblicità e notizie che danno grande rilevanza a discorsi sulla nutrizione, sul benessere e sulla salute legati (giustamente) al cibo e alla dieta. Il messaggio che molto spesso viene comunicato è che, per vivere in modo sano, una persona debba trovare “l’alimento del secolo”, una specie di pietra filosofale in grado, con le sue enormi proprietà, di lenire tutti i mali che affliggono il nostro organismo. Questa è una moda, e sono stati molti gli ingredienti che, mano a mano, sono stati elevati a sacro Graal della nutrizione. Chi, per esempio, non ha mai sentito parlare delle bacche di Goji e delle loro proprietà antiossidanti? Sembra che mangiando di quelle si possa dire addio a ogni altra attenzione a tavola. Non è così, ed è bene che non lo sia.

Quello che faremo oggi è riscoprire un ingrediente che conosciamo benissimo (forse), che è un assiduo frequentatore delle nostre tavole, ma che non abbiamo mai pensato potesse essere considerato un “alicamento”, cioè un alimento che ha tali e tanti proprietà da essere addirittura considerato un medicamento, un farmaco: sto parlando del pomodoro!

È curioso notare che, nell’antichità, il pomodoro fosse considerato con diffidenza e ritenuto pericoloso per la salute. Questo è dovuto al fatto che – come gli antichi si erano resi conto – è una pianta della famiglia delle solenacee, parente quindi di piante come il tabacco, la mandragola e lo stramonio, tutte ricche di alcaloidi tossici. Anche il pomodoro, in effetti, contiene una sostanza nociva (tomatina), ma solamente nelle radici e nelle foglie, mentre nel frutto in quantità non pericolose.

Il sospetto degli antichi si può trovare anche nel nome scientifico del pomodoro, che recita “Lycopersicum Esculentum”, cioè “pesca di lupo commestibile”. Una leggenda tedesca voleva infatti che le streghe mangiassero di piante allucinogene (come le solenacee) per trasformarsi in mannari. Con in pomodoro, invece, non funzionava, ed ecco che viene definito commestibile.

Eccome se lo è! Il pomodoro ha qualità insospettabili, di cui spesso siamo completamente ignari. Un grande merito delle sue proprietà alicamentose bisogna darlo alla presenza del licopene, il pigmento responsabile del colore vermiglio. Il licopene sembra essere una sostanze veramente efficace, una delle migliori presenti in natura, soprattutto per quanto riguarda la prevenzione di tumori alla prostata. Anche se non si conoscono i dettagli della sua azione sull’organismo, è statisticamente provato che i Paesi grandi consumatori di pomodoro come Italia, Spagne a Messico, hanno tassi di questo tipo di tumore ben più bassi di Paesi dell’America del Nord.

Il licopene agisce molto bene soprattutto per evitare il cancro alla prostata indotto dall’età, che generalmente si sviluppa dopo i 65 anni. Per fare in modo che la sua azione sia efficace, però, bisogna che l’assunzione di pomodoro sia consistente e continuativa: non basta mangiarlo ogni tanto!

Attenzione però: per assumere grandi quantità di licopene, garantiamoci di farlo senza affaticare la digestione. Per questo, il pomodoro in salsa è la cosa ideale: ne contiene grandi quantità ma grazie alla cottura prolungata e alla presenza di olio d’oliva risulta facilmente digeribile. Secondo le stime degli esperti, bastano tre pasti a settimana a base di salsa di pomodoro per ridurre del 25% il rischio id cancro alla prostata! Non male eh?

Molti cercheranno di convincervi che basta assumere delle pillole e contro pillole che contengono licopene (e che costano un occhio della testa). Ma non è vero: studi scientifici hanno dimostrato che la sostanza sintetica non agisce allo stesso modo della molecola così come presente in natura! Quello di cui abbiamo bisogno c’è già, basta imparare a sfruttare anche gli alimenti che diamo per scontati. Buona pasta al pomodoro a tutti!

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