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La dieta Dukan è un regime alimentare ideato da Pierre Dukan circa un decennio fa; molto popolare in Francia (Dukan è un ex medico francese; è stato infatti radiato dall’ordine il 16 maggio 2012), la dieta Dukan comincia a farsi conoscere anche negli Stati Uniti e in Inghilterra dove i libri di Dukan stanno riscuotendo un considerevole successo di pubblico.

Secondo quanto riportato dalle varie fonti reperibili in rete (siti ufficiali di Dukan compresi), la dieta Dukan è un regime alimentare basato su 4 fasi e 100 alimenti (72 proteine e 28 verdure).

Attacco (3-10 giorni): questa fase è molto breve (varia da un minimo di due a un massimo di sette giorni) ed è basata su proteine pure; questa fase consente (secondo i propugnatori) di ottenere risultati rapidi e soprattutto motivanti. Fra gli alimenti consentiti (una lista di 72 cibi) vi sono le carni magre, le frattaglie, pesci, frutti di mare, pollame (senza pelle), prosciutti light, fette di tacchino e pollo e maiale (il magro), uova e latticini magri. È necessario bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno e sono consentiti complementi quali caffè, tè, tisane ecc. Ovviamente ogni categoria ha qualche eccezione riguardo al taglio e alle parti da utilizzare e vi sono altri alimenti consentiti oltre a quelli citati in precedenza. Sono inoltre necessari tre cucchiai di crusca al giorno e il ricorso a integratori vitaminici. L’aspetto quantitativo in questa dieta non ha importanza; ciò che conta è non consumare gli alimenti che non sono menzionati e che quindi devono essere considerati come vietati.

Crociera (una settimana per ogni chilo da perdere): è un regime dietetico con proteine alternate, basato sugli alimenti permessi nella prima fase e sull’aggiunta di verdure cotte o crude (una lista di 28 verdure, ovviamente senza limiti di quantità…). In questa fase si devono alternare quindi periodi di proteine con verdure a periodi di proteine senza verdure. La fase di crociera termina nel momento in cui si è raggiunto il giusto peso, espressione con la quale si intende il peso che deve essere stabilito prima di iniziare il regime dietetico in questione. Assolutamente vietati fagioli, patate, mais, ceci ecc. Ovviamente è importante continuare a consumare i tre cucchiai di crusca e bere molta acqua.

Consolidamento (10 giorni per ogni chilo di peso perso): questa fase ha come scopo principale quello di evitare il famigerato e temutissimo effetto ingrassante di rimbalzo. La durata di questa fase viene determinata in modo preciso attraverso la seguente formula: GDF3 = kp*10

dove GDF3 sta per “giorni della durata della fase 3” e kp sta per “chili di dimagrimento ottenuto dall’inizio della dieta”.
Quindi, per esempio, se abbiamo perso 9 chili, la fase di consolidamento durerà novanta giorni. In questa fase fanno capolino alimenti vietati in precedenza quali pane, formaggi, frutta ecc.
In più, nella fase di consolidamento ci sono i due “pasti della festa” settimanali; la dieta Dukan permette in queste occasioni di mangiare qualsivoglia tipo di alimento; quindi, se ce ne sono di quelli particolarmente graditi ai quali si è dovuto rinunciare, conviene approfittarne… Ma attenzione: i due pasti “festivi” non possono essere consecutivi e inoltre non ci si può servire due volte della stessa portata.

Stabilizzazione: la dieta Dukan prevede per questa fase tre regole, semplici, ma necessarie: un giorno settimanale di proteine pure vita natural durante, tre cucchiai di crusca di avena al giorno e l’abbandono dell’uso dell’ascensore (!). Le regole non sono negoziabili, il loro non rispetto comporta la pena più severa: il recupero dei chili persi.

La dieta Dukan non aiuta, secondo noi, la consapevolezza alimentare, permette la perdita rapida di massa magra, affatica reni, fegato e apparato digerente, facilita disbiosi intestinali con aumento dei processi putrefattivi e colpevolizza in modo esasperato moltissimi alimenti, che, al contrario, possono essere benefici per l’organismo.

Per salvare il salvabile, possiamo comunque dire che la Dukan è indicata in casi di estrema gravità e urgenza (grandi obesi che hanno la necessità di perdere peso immediatamente e velocemente, magri perché devono poi sottoporsi a qualche intervento chirurgico), a patto di monitorare adeguatamente la persona e spiegargli che quello non è un modo di mangiare corretto, ma sono una misura da applicare in casi assolutamente eccezionali.

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