Blog

Quante volte avete sentito o detto voi stessi il proverbio “Chi ben comincia è a metà dell’opera”? Almeno un milione di volte, associato alle situazioni più diverse. Io ve lo ripropongo in rapporto all’alimentazione. In che senso? Vorrei percorrere con voi le tappe che anticipano il momento in cui si mangia perché, se gestite in maniera adeguata, permettono di fare meno fatica a mangiare in modo più salutare e a difendersi dagli attacchi da abbuffata.

Iniziamo dal momento in cui si deve o ci si diletta a preparare il cibo. Il modo in cui cuciniamo il cibo è molto importante e può condizionare la “giornata alimentare”. I miei trucchi per avere un maggior controllo in questa situazione? Per prima cosa dobbiamo calcolare bene la quantità di cibo che intendiamo mettere in tavola, per evitare sprechi ed eccessi.

Nel momento in cui si sceglie cosa preparare, dobbiamo fare attenzione a variare il più possibile gli alimenti e a come combinarli al meglio nell’arco della giornata e della settimana, evitando di consumare sempre e solo le cose che piacciono di più. Vi dirò di più: proprio le cose che piacciono di più non dovrebbero essere presenti tutti i giorni in tutti i pasti, né tantomeno essere messe all’inizio del pasto, ma sempre al centro o alla fine, per evitare di saziarsi solo con queste. Infatti, è fondamentale educarsi all’attesa. Dobbiamo imparare, infatti, ad auto-provarci di un determinato alimento in certe situazioni, e vivere il momento come attesa di quado si avrà la possibilità di gustare pienamente quel dato cibo. In questo modo saremo “costretti” a gustare anche gli altri cibi, e chissà quanti ne scopriremo che non avevamo mai calcolato!

Quando pensiamo a cosa cucinare, utilizziamo preparazioni che necessitano il minor quantitativo di grassi possibile e cerchiamo di utilizzare (trucchetto) alimenti che abbiano un volume maggiore, caratteristica che permetterà di saziarsi con quantità inferiori di cibo.

Non far mai mancare un piatto di verdure sia a pranzo che a cena e due porzioni di frutta al giorno. Un passo educativo importante è proprio quello di abituarsi a consumare regolarmente, almeno due volte al giorno, sia frutta che verdura.

Concluso il momento della preparazione, bisogna servire il pasto in tavola. Anche questa fase, se condotta male, può essere estremamente rischiosa! Quante volte vi siete trovati a mangiare le ultime due fettine di carne o l’ultimo pezzetto di formaggio solo per non lasciarlo nel piatto? O di mangiare più del dovuto perché si è perso il controllo delle quantità? Per non dire la forte tentazione esercitata dal cestino del pane o dei grissini… Dovremmo quindi evitare di mettere in tavola i piatti da portata; usare dei piatti piccoli per favorire la sensazione di mangiare una porzione più adeguata.

Se viene voglia di fare il bis, aspettiamo cinque minuti prima di servirci una seconda volta: questo permetterà di ridurre la velocità dell’alimentazione e, al tempo stesso, darà la possibilità all’organismo di raggiungere lo stato di sazietà: magari scopriremo che non avevamo affatto bisogno del bis!

Ed ecco giunti al momento più critico: come mangiare. E qui che si gioca la vera partita. Abbiamo potuto seguire alla lettere tutti i consigli dati precedentemente e scivolare proprio sul più bello! Sicuramente di grande aiuto è evitare di fare altro mentre si mangia. Guardare la TV, leggere il giornale, ascoltare la radio, lavorare al computer… tutte queste cose non permettono di gustare a pieno il cibo e questi atti verranno inconsciamente associato al cibo, per cui l’evento stesso farà venir voglia di mangiare anche in momenti differenti dal pasto stesso.

Inoltre, mangiare lentamente poiché permette di saziarsi prima e di gustare meglio tutto quello che si mangia: fare quindi bocconi piccoli e masticare a lungo, il perché lo abbiamo spiegato qui.

La cosa migliore sarebbe mangiare seduti a tavola, con la tavola apparecchiata e, perché no, alla stessa ora. Non saltare mai i pasti: uno degli errori più frequenti è quello di saltare i pasti (soprattutto saltare la colazione e mangiare poco a pranzo). Mangiare durante la giornata ad intervalli regolari ha una importanza sia metabolica sia comportamentale. Ne abbiamo parlato di recente qui.

Attenzione, non abbiamo ancora finito con le situazioni a rischio. Rimanere a chiacchierare a tavola, dopo aver mangiato, può essere pericoloso! Lasciare la tavola dopo aver mangiato, magari sparecchiare così non rimangono in giro possibili assaggini e conservare il prima possibile tutti gli avanzi! L’educazione alimentare passa attraverso ogni dettaglio, dalla preparazione all’assaggio…non sottovalutiamo alcuna situazione e cuciniamo cose buone!

X