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Qualche tempo fa, abbiamo affrontato la distinzione fra i carboidrati semplici e complessi. Oggi vorrei addentrarmi ulteriormente nell’immenso mondo dei cereali per conoscere più da vicino alcuni di loro e in particolare gli antiage dei neuroni. Avete capito bene, i cereali – riso, kamut e quinoa (che come ricorderete non è un cereale vero e proprio) – se scelti grezzi e in chicchi, mantengono attive tutte le funzioni cerebrali. Innanzitutto dobbiamo ricordarci che i cereali sono la fonte prioritaria di glucosio ed energia e il cervello è una macchina ad elevato consumo energetico.

Da riso, kamut, quinoa, orzo, farro e avena proviene l’energia “pulita”, poiché nei loro chicchi sono presenti vitamine, minerali e composti che li rendono capaci di liberare il cervello e l’organismo da tossine e infiammazioni. Inoltre, sono un’importante fonte di vitamina B6 che serve al corretto funzionamento delle attività cerebrali, e di tiamina, in grado di migliorare la memoria, una delle prime funzioni intaccate dal tempo che passa.

E se si ha l’umore a terra, i cereali integrali forniscono importanti quantità di vitamina B5, che rende capaci di migliorare la resistenza allo stress, salvaguardando attenzione e concentrazione. Inoltre, la vitamina B5 insieme alla vitamina B9 e B6 (necessaria alla sintesi dei neurotrasmettitori) aiuta a sollevare il tono dell’umore, contrastando apatia e depressione.

Ma non finisce qui, uno dei fattori capaci di velocizzare l’invecchiamento cellulare è il continuo stimolo dell’insulina, l’ormone che interviene ogni volta che si alza la glicemia. In questo caso i cereali integrali come agiscono? Ebbene, essi impediscono l’impennata del livello di zuccheri nel sangue e garantiscono al cervello un rifornimento costante e continuo di glucosio, migliorando così l’efficienza e il rendimento cerebrale durante l’intera giornata.

Non per ultimo bisogna menzionare il secondo “cervello” del corpo umano, ossia l’intestino. I cereali integrali soccorrono anche lui, infatti garantiscono un buon introito di fibre nutriente, con ruolo cruciale per il corretto funzionamento intestinale, contrastando la stipsi e la diverticolosi, e riducono il tempo di contatto tra la mucosa intestinale e le sostanze dannose presenti nel cibo. Di conseguenza, sono in grado di diminuire l’assorbimento di colesterolo proveniente dalla dieta e di sostanze cancerogene. In più, i cereali integrali regolano la pressione sanguigna, presentandosi come elemento indispensabile per la prevenzione delle malattie cerebrovascolari. Sono inoltre, un ottimo alimento per i batteri buoni che popolano la flora intestinale e che rappresentano la nostra miglior difesa nei confronti di numerose malattie. Purtroppo però, gli italiani assumono circa un terzo in meno dei 25-30 grammi al dì consigliati per seguire un’alimentazione “salva vita”.

Un cenno veloce ai diversi tipi di cereale. Iniziamo con il kamut, nome commerciale di una varietà di grano Khorasan (poiché appartiene alla famiglia del grano contiene glutine), è una ottima fonte di selenio, un oligoelemento che entra nella composizione chimica di alcuni enzimi che proteggono le cellule dai danni provocati dai radicali liberi. Una sua carenza sembra essere legata ad una maggiore probabilità di andare incontro a un declino delle funzioni cognitive con il passare del tempo. Il fabbisogno di selenio cresce progressivamente con l’età quindi è necessario aumentarne il consumo.

Passiamo quindi alla quinoa, di cui non abbiamo mai approfondito il fatto che già gli Inca la consideravano capace di aumentare la resistenza dei guerrieri. Sapete, non si sbagliavano affatto! Pensate che è entrato nei menù della Nasa proprio perché è un vero supernutriente, in grado di sostenere l’impegno mentale e fisico degli astronauti. Alcuni studi condotti sulle proprietà delle quinoa hanno messo in luce la sua capacità di agire su più fronti a difesa della salute. Il mix di minerali, enzimi e vitamine le conferisce proprietà utili per ridurre i danni che lo stress provoca alle membrane cellulari, soprattutto quelle dei neuroni. La quinoa controlla anche la quantità di grassi nel sangue, contrastando l’aterosclerosi, ed è efficace persino nel regolare la pressione arteriosa. Dopo averla sciacquata si cucina esattamente come il riso.

Infine, il riso. Il mio consiglio è di consumarlo in tutte le sue colorazioni poiché gli atonciani, i coloranti naturali del riso, possiedono una grande forza antiossidante, mostrandosi estremamente efficaci per il benessere cerebrale e vascolare. Pensate che un cucchiaio di riso Venere o riso nero fornisce la stessa quantità di antociani di un cucchiaio di mirtilli, i tanto acclamati difensori dell’organismo dall’attacco dei radicali liberi. Se poi si vuole aumentare l’efficacia antiradicalica di un piatto di riso Venere si può condire con del succo di limone fresco e del rosmarino che ne amplificano le proprietà.

Altra alternativa è il riso rosso, caratterizzato da selenio, antociani e una notevole quantità di fibre. Se condito con del peperoncino contribuisce al rinnovamento delle arterie grazie alla presenza di flavonoidi e capsaicina.

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