Blog

Oggi parliamo di un momento importante della nostra giornata e un momento fondamentale della nostra alimentazione: la prima colazione. Purtroppo, la prima colazione è uno dei pasti giornalieri che a volte viene poco considerato. Ci sentiamo quasi giustificati a saltarlo quando sbocconcelliamo qualcosa di fretta perché in ritardo al lavoro. Pensiamo: dormo cinque minuti in più, poi al massimo non faccio colazione.

Ma è consigliabile fare così?

L’esame complessivo di numerose ricerche scientifiche svolte sia negli Stati Uniti che in Europa mostrano che una percentuale compresa tra il 10-30% dei bambini e degli adolescenti “salta” regolarmente la prima colazione, e che questa abitudine è sempre più frequente passando dall’infanzia all’età adulta.

In realtà nutrizionisti, esperti di alimentazione, ricercatori e comitati scientifici, concordano da molto tempo nel definire problematico uno stile di vita che non tenga conto della prima colazione e sottolineano l’importanza di iniziare bene le nostre giornate, con un pasto sano, adeguato e vario. Quali sono le ragioni di quest0?

La prima colazione, venendo al termine del periodo di digiuno notturno, ha innanzitutto il compito di fornire l’energia necessaria per affrontare le attività della mattina e, più in generale, della giornata. Per questo motivo, deve fornire circa il 15-20% delle calorie giornaliere. Da qui segue logicamente che un effetto dell’eliminazione della prima colazione è il peggioramento della performance nelle prime ore della giornata stessa.

I vantaggi del fare una colazione abbondante e sana sono molti: migliorano le capacità di memorizzazione, il livello di attenzione, la capacità di risoluzione di problemi matematici e della comprensione durante la lettura e l’ascolto. Tutti questi parametri non aumentano solo nella mattinata ma si estendono a tutta la giornata!

Inoltre, i risultati di diversi studi dimostrano come la colazione migliori molti parametri metabolici, correlati essenzialmente al rischio cardiovascolare, ma anche al generale stato di salute e benessere dell’individuo. Il consumo quotidiano della prima colazione si associa non solo alla riduzione dei livelli plasmatici del colesterolo LDL (colesterolo cattivo) e della trigliceridemia, ma agisce anche sui meccanismi che controllano i processi ossidativi a carico delle LDL stesse. Se ricca di cereali e a base di carboidrati a basso indice glicemico, la colazione riduce i fattori di rischio per le malattie cardiovascolari e per il diabete, come la glicemia, l’insulinemia, la colesterolemia e il sovrappeso.

Fare una bella colazione modifica in modo positivo la composizione della dieta in generale! Una serie di studi scientifici dimostrano infatti che i consumatori regolari della prima colazione assumono macro e micronutrienti in quantità più adeguate rispetto ai soggetti che non hanno questa abitudine. Sono meno predisposti al sovrappeso e all’obesità, e anche gli adolescenti normopeso che saltano spesso la prima colazione vanno più facilmente incontro all’aumento dell’indice di massa corporea in età adulta.

Viceversa, l’abitudine a saltare la prima colazione si collega con un’aumentata probabilità di mancato raggiungimento dei livelli giornalieri di assunzione raccomandati  per quanto concerne i micronutrienti. Le carenze legate alla mancanza del primo pasto non vengono compensate con gli altri pasti della giornata. Uno studio scientifico mostra che la maggior parte dei bambini di 10 anni che non fa la prima colazione, non raggiunge i 2/3 delle quantità di vitamina A, B6, D, folati, calcio, ferro, magnesio, fosforo e zinco raccomandate.

Quindi, sottolineata l’importanza di non saltare la colazione, cosa è consigliato mangiare ? Nel dettaglio, secondo le tradizioni alimentari italiane e mediterranee, la prima colazione sana e corretta deve essere costituita dal 50% circa delle calorie da carboidrati (pane, fette biscottate, cereali pronti), da latte o yogurt e da una porzione di frutta fresca di stagione. La frutta e i cereali rappresentano la principale fonte di carboidrati: gli zuccheri semplici della frutta forniscono energia immediata, quelli complessi dei cereali, meglio se integrali, forniscono energia nelle ore successive; entrambi sono anche ricchi di fibre. Il latte e i suoi derivati (il cui consumo va quindi “protetto” e mantenuto nel tempo) forniscono calcio, proteine, fermenti lattici e la giusta dose di grassi. Facciamo attenzione però alle etichette e a quei cereali di produzione industriale che non possono più essere considerati tali in quanto arricchiti di zuccheri, grassi e sale al fine di renderli più appetibili!

X