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Ogni tanto si scoprono cose nuove su alimenti che consumiamo normalmente, cose che non ci aspetteremmo! Oggi è il caso del caffè, che è oggetto di studi sempre più raffinati volti a rivelarne tutte proprietà.

Recentemente il Journal of the National Cancer Institute ha pubblicato gli esiti di una ricerca mostrando una notizia curiosa che mette in relazione il caffè con il melanoma cutaneo, un tumore della pelle causato principalmente dalle radiazioni ultraviolette. Il melanoma cutaneo non è qualcosa su cui scherzare, visto che è il quinto tumore in ordine di diffusione negli Stati Uniti, con 77.000 nuovi casi all’anno. Pensate: dallo studio è emerso che il consumo di quattro o più tazzine di caffè (con caffeina, non decaffeinato) al giorno sembra diminuire del 20% il rischio di melanoma! È una percentuale molto significativa. Sembra non ci sia niente di meglio che una bella tazza di caffè mentre ce ne stiamo al mare a prendere il sole!

La ragione di questo effetto è che il caffè possiede numerosi componenti bioattivi, fra cui i polifenoli, diterpeni, trigonelline e caffeina che, nel topo da laboratorio, sopprimono la carcinogenesi della pelle indotta da raggi ultravioletti. Riescono a fare questo perché inibiscono un gene, il gene COX-2, la cui espressione aumenta in seguito all’esposizione solare. In caso di sviluppo di un tumore maligno, il gene COX-2 gioca un ruolo fondamentale nella progressione del melanoma. Inoltre, è stato osservato che i componenti bioattivi del caffè inducono la morte delle cellule maligne, proteggono dallo stress ossidativo e dai danni sul DNA e riducono l’infiammazione delle cellule epiteliali. Certo, gli studi sono stati compiuti su topi da laboratorio e, benché promettenti, necessitano di essere confermati da quelli che verranno condotti direttamente sull’uomo.

Le proprietà del caffè, però, non si limitano a beneficiare la pelle. Un altro studio, pubblicato su Heart, mette in relazione il consumo di 3-5 tazzine di caffè con una diminuita calcificazione delle arterie coronariche, campanello di allarme della aterosclerosi coronarica.

Inoltre, un ultimo studio pubblicato sul Journal of Nutritional Science ha invece investigato sul legame fra caffè e diabete mellito di tipo 2. Nel modello murino (cavia) è stato osservato che l’estratto di polifenoli del caffè diminuisce l’iperglicemia post-prandiale mediante l’induzione della secrezione del GLP-1 (glucagon-like peptide 1).

Il caffè è un alimento molto particolare. Come abbiamo visto può essere un rimedio per molti fattori negativi, ma ci sono da considerare altre dimensioni della sua azione. Non è detto che bere 4 o 5 tazzine al giorno faccia bene a tutti!

Il nostro consiglio è di non commettere l’errore di assolutizzare un alimento o una bevanda nella speranza di ottenere chissà quali benefici. Tutto ciò che mangiamo e beviamo deve essere sempre essere considerato all’interno di una alimentazione a tutto tondo!

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