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Le donne in sovrappeso hanno un rischio maggiore di avere neonati con malformazioni congenite. Scopriamo perché!

 

In uno studio pubblicato sul British Medical Journal, i ricercatori hanno analizzato 1,2 milioni di neonati non gemelli nati tra il 2001 e il 2014, tra i quali il 3,5% ha avuto gravi malformazioni congenite. In particolare, il rischio di malformazioni aumentava con l’incremento dell’indice di massa corporea materno. I ricercatori hanno studiato e confermato una correlazione tra l’obesità in gravidanza ed un aumentato rischio delle principali malformazioni congenite, spesso causa di morte pre-termine, mortalità infantile e morbilità a lungo termine. Le malformazioni maggiormente riscontrate includono difetti del tubo neurale, anomalie cardiovascolari, schisi del labbro e del palato, atresia anorettale e anomalie di riduzione dell’arto.

 

La fisiopatologia delle malformazioni è multifattoriale, con interazioni tra fattori genetici e ambientali come il fumo materno, l’uso dell’alcol, i fattori socioeconomici, i farmaci antiepilettici, l’efficacia dell’acido folico e altre vitamine e il diabete. Si registra un aumento statisticamente significativo dei rischi di malformazioni congenite in discendenza di donne con diabete gestazionale e iperglicemia. Studi sperimentali suggeriscono che l’iperglicemia induca stress ossidativo e aumenti la produzione di radicali liberi, che possono avere un effetto teratogeno sul feto. L’obesità predispone allo sviluppo di diabete, resistenza insulinica e iperglicemia. Inoltre, essendo il tessuto adiposo un organo metabolico e endocrino attivo, distribuito nella regione sottocutanea e viscerale, una obesità viscerale in gravidanza è associata ad uno stato di infiammazione, disfunzione vascolare e metabolismo placentare anomalo, che può influenzare negativamente l’organogenesi e lo sviluppo fetale.

 

Attenzione, nelle persone obese è comune riscontrare carenze di acido folico, ma se questo accade in gravidanza è un importante campanello di allarme poiché questa vitamina è fondamentale per la corretta chiusura del tubo neuronale nelle prime settimane di sviluppo fetale. Infatti la campagna di integrazione di acido folico in gravidanza ha portato negli ultimi anni ad una riduzione maggiore del 70% dello sviluppo della malattia.

 

Poiché i rischi di malformazioni congenite nella progenie aumentano progressivamente con il sovrappeso materno e la gravità dell’obesità, è importante che le donne che prevedono o non escludono una gravidanza mantengano un BMI (la cui formula è peso in kg diviso il quadrato dell’altezza in metri) fra i 18,5 e i 24,9 con un stile di vita sano e una dieta in grado di apportare i nutrienti necessari per sostenere la formazioni di tutti gli organi e i sistemi del nascituro: per esempio, il calcio e la vitamina D per le sue ossa, lo iodo per il sistema nervoso, il fluoro per i denti, il ferro per l’emoglobina, la mioglobina e i depositi epatici, gli omega 3 per il sistema nervoso e la retina. Insomma con la gravidanza si mette in moto una grandiosa e perfetta cascata di eventi che necessita di sostanze nutritive adeguate per evitare carenze ed eccessi nella madre e nel nascituro.

 

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