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Esistono molti studi in merito ai benefici degli omega-3 sul nostro organismo. Tuttavia recenti studi tendono a ridimensionare parecchio i loro benefici. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza…

Gli omega-3 sono degli acidi grassi essenziali presenti in grandi quantità in alimenti animali come il pesce e in alimenti vegetali come noci, mandorle e oli vegetali. Spesso mangiamo cibi contenenti questo tipo di grasso, ma cosa dice degli omega-3 la comunità scientifica mondiale?

Sin dagli anni ’70 sono stati eseguiti diversi studi per capire i reali benefici causati da un’assunzione regolare e continua di omega-3.

Nel 1971 due ricercatori danesi raggiunsero la costa occidentale della Groenlandia con lo scopo di studiare gli eschimesi del posto e la loro dieta a base di pesce, ricca di acidi grassi polinsaturi (link)(1). Su un campione di 130 eschimesi (69 femmine e 61 maschi) risultò un bassissimo livello di trigliceridi plasmatici, con conseguente rischio di malattie cardiovascolari rispetto alla popolazione danese, che invece assumeva una quantità molto inferiore di pesce.

Seppur con un campione molto ridotto di individui, questa ricerca risultò importante perché diede vita a tutte le ricerche successive che intendevano dimostrare un nesso tra omega-3 e malattie cardiovascolari.

Nel 1993 venne avviato un altro studio molto importante dal GISSI PREVENZIONE (link)(2). Nello studio vennero esaminati 11324 pazienti sopravvissuti ad un infarto miocardico. Questi pazienti vennero distribuiti in modo casuale in quattro gruppi di trattamento, ricevendo per un periodo di 3 anni e 6 mesi un supplemento giornaliero di acidi grassi omega-3, di vitamina E, di entrambi, o nessun supplemento. I risultati finali di questo esperimento furono una sensibile riduzione di morti per cause cardiovascolari e morti improvvise per quei pazienti che avevano assunto giornalmente gli omega-3.

Questo studio venne pubblicato nel 1999 sulla rivista Lancet e comportò un entusiasmo generale non del tutto giustificato. Questo perché lo studio venne svolto su dei pazienti che già avevano avuto un infarto, per cui pazienti non sani. Non venne, quindi, data alcuna indicazione sulla prevenzione di malattie cardiovascolari in pazienti sani.

Nel 2003 venne pubblicato lo studio DART-2 (link)(3) condotto su 3114 uomini di età inferiore ai 70 anni cardiopatici. Lo scopo dello studio fu quello di confermare una azione anti-aritmica dell’omega-3 su soggetti non sani e con alto rischio di malattie cardiovascolari. Tuttavia i risultati furono opposti: vi fu un aumento della mortalità totale prevalentemente su soggetti che avevano assunto omega-3 tramite integrazione farmacologica rispetto che con la sola dieta.

Questi risultati iniziarono a sollevare i primi dubbi nell’ambito degli organi sanitari mondiali, sospettando che fino a quel momento ci si fosse sbagliati e che forse l’integrazione di omega-3 non aveva particolari benefici sull’individuo.

Successivamente si susseguono ben tre meta-analisi, rispettivamente del 2006 (link)(4), del 2012 (link)(5) e del 2013 (link)(6) in cui vengono esaminati pazienti, di varie età, sani e malati. In tutti e tre gli studi è emerso come l’integrazione farmacologica di omega-3, sia su pazienti sani che su pazienti non sani, non comporta nessuna riduzione statisticamente rilevante del rischio di malattie improvvise, cardiovascolari, infarto miocardico e ictus.

Nel dicembre 2018 l’EMA (Agenzia Europea dei Medicinali) ha emesso un comunicato in cui viene spiegato che i medicinali a base di acidi grassi omega-3 non sono efficaci nella prevenzione di malattie circolatorie e cardiache in pazienti che hanno avuto un infarto (link)(7).

Dopo tutti questi numerosi studi possiamo concludere che la prevenzione migliore per queste malattie è una sana igiene di vita, espletata attraverso una dieta equilibrata, in grado di fornire all’individuo la giusta proporzione tra tutti i principi nutritivi fondamentali per il metabolismo.

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BIBLIOGRAFIA

(1)  H. O. Bang, J. Dyerberg Aase, Brøndum Nielsen. Plasma lipid and lipoprotein pattern in greenlandic west-coast eskimos. The Lancet, Volume 297, Issue 7710, 5 June 1971, Pages 1143-1146.

(2) Raffaele De Caterina, Rosalinda Madonna. Effetti antiaritmici degli acidi grassi omega-3. Una rassegna. Ital Heart J Suppl Vol 3 Marzo 2002.

(3) Burr ML, Ashfield-Watt PA, Dunstan FD, Fehily AM, Breay P, Ashton T, Zotos PC, Haboubi NA, Elwood PC. Lack of benefit of dietary advice to men with angina: results of a controlled trial. Eur J Clin Nutr. 2003 Feb 2; 57:193-200.

(4) Hooper L, Thompson RL, Harrison RA, Summerbell CD, Ness AR, Moore HJ, Worthington HV, Durrington PN, Higgins JP, Capps NE, Riemersma RA, Ebrahim SB, Davey Smith G. Risks and benefits of omega 3 fats for mortality, cardiovascular disease, and cancer: systematic review. BMJ. 2006 Apr 1; 332(7544):752-60.

(5) Rizos EC, Ntzani EE, Bika E, Kostapanos MS, Elisaf MS. Association between omega-3 fatty acid supplementation and risk of major cardiovascular disease events: a systematic review and meta-analysis. JAMA. 2012 Sep 12; 308(10):1024-33.

(6) Maria Carla Roncaglioni, M.Sc., Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS)–Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, Milan; Massimo Tombesi, M.D., Centro Studi e Ricerche in Medicina Generale, Monza; Fausto Avanzini, M.D., IRCCS–Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, Milan; Simona Barlera, M.Sc., IRCCS–Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, Milan; Vittorio Caimi, M.D., Centro Studi e Ricerche in Medicina Generale, Monza; Paolo Longoni, M.D., Centro Studi e Ricerche in Medicina Generale, Monza; Irene Marzona, M.Sc., IRCCS–Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, Milan; Valentina Milani, M.Sc., IRCCS–Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, Milan; Maria Giuseppina Silletta, M.Sc., Consorzio Mario Negri Sud, Santa Maria Imbaro, Chieti; Gianni Tognoni, M.D., Consorzio Mario Negri Sud, Santa Maria Imbaro, Chieti; and Roberto Marchioli, M.D., Consorzio Mario Negri Sud, Santa Maria Imbaro, Chieti — all in Italy. n–3 Fatty Acids in Patients with Multiple Cardiovascular Risk Factors. N Engl J Med 2013; 368: 1800-1808.

(7) European Medicines Agency. Gli acidi grassi omega-3 non sono più considerati efficaci nella prevenzione delle malattie cardiache. EMA/712678/2018.

Davide Vercilli Social Media Manager e Divulgatore Scientifico

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