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Sei in un periodo di forte stress? Attento a quel che mangi, potrebbe essere di aiuto oppure incentivare l’insorgenza delle patologie da stress.

 

Il termine stress credo sia ormai una delle parole più inflazionate degli ultimi tempi. Ma che cos’è lo stress? Conosciamolo dal punto di vista biologico per esplorare i processi che innesca all’interno del nostro organismo così da essere in grado di tenergli testa.

 

Qualunque sia la natura della causa dello stress (psicologica, fisica o biologica), il processo biochimico è sempre il medesimo. Si parte con la fase di allarme in cui si scatena un’intensa secrezione di cortisolo, l’ormone dello stress per eccellenza, che riduce le capacità fisiche, favorisce la ritenzione idrica, catabolizza la massa muscolare, favorisce l’accumulo del grasso, porta a stanchezza generalizzata e determina un innalzamento dell’insulina nel sangue, rendendo così l’organismo decisamente fuori forma. Si verifica inoltre la produzione di adrenalina e noradrenalina, in quantità dieci volte superiore al normale, e la produzione di betaendorfine, che innalzando la soglia del dolore, permettono una maggiore resistenza a tensioni emotive, traumi fisici o sforzi.

 

Oltre al rilascio ormonale, vi è la stimolazione del sistema nervoso simpatico che provoca la stimolazione del sistema vascolare e della muscolatura liscia, quindi il cuore accelera i propri battiti, la pressione sanguinea s’innalza, la sudorazione aumenta. Si ha poi un incremento della funzione respiratoria, le pupille si dilatano, la bocca s’inaridisce, la pelle impallidisce e si hanno sudorazioni fredde.

Infine, viene inibita la produzione di succhi digestivi nonché la motilità dell’apparato digerente ostacolando così digestione e assorbimento degli alimenti. Inoltre, il cortisolo prodotto impedisce la produzione del muco gastrico che protegge la parete dello stomaco provocando dapprima un’infiammazione (la gastrite) capace col tempo di trasformarsi in ulcera gastrica. Lo stress è così causa di vari disturbi dell’apparato digestivo come il colon irritabile, l’intestino pigro, stipsi ecc…

Sono reazioni che hanno lo scopo di risparmiare sangue negli organi secondari per aumentare al massimo l’efficienza di quelli più necessari e importanti (cuore e polmoni). Poiché diminuisce l’apporto sanguigno anche nelle aree del cervello specializzate all’elaborazione delle informazioni e alla soluzione dei problemi, aumenta l’inquietudine e diminuisce la concentrazione mentale.

 

A questa prima reazione, segue la fase di resistenza da cui dipende la durata di ogni reazione da stress. E’ la fase in cui ci si adegua alle nuove circostanze attraverso un complesso programma biologico e comportamentale.

La durata di questa fase è importante soprattutto per il sistema immunitario poiché la sovrapproduzione di cortisolo induce la soppressione delle difese immunitarie che, se protratta per lungo periodo, può renderci più suscettibili alle infezioni.

Infine, la fase di esaurimento che ha l’obiettivo di assicurare all’organismo il necessario periodo di riposo ripristinando tutte le funzioni biologiche.

 

Tutti questi cambiamenti possono però lasciare in eredità una serie di problematiche quali scarso rendimento nel lavoro, difficoltà nelle relazioni interpersonali, disturbi dell’attenzione e della memoria, insonnia, disturbi del sonno, depressione, ansia, emicrania, tutta una serie di situazioni legate all’infiammazione quali lombalgia, dolore cervicale, artrosi, colite spastica, stipsi, ulcera gastrica o duodenale, per giungere poi a patologie sempre più gravi come il diabete, l’ipercolesterolemia, le patologie cardiovascolari, l’obesità e tante altre. Insomma le modificazione nell’assetto ormonale e nel sistema nervoso simpatico lasciano la loro impronta. Ecco perché mi sembra utile conoscere cosa accade e se esiste un modo per affrontare diversamente i periodi di stress che sembrano essere sempre più inevitabili. Quindi qualche consiglio nutrizionale.

 

Il concetto di partenza è che tutte le sostanze nutritive vengono esaurite più velocemente, quindi l’organismo necessita di un apporto supplementare di esse con la dieta. Perciò si necessita di una bella scorpacciata di vitamine del gruppo B, utili per produrre energia e per la salute del sistema nervoso centrale, di vitamina C (kiwi, fragole, agrumi, peperoni…) per combattere al meglio le infezioni, lo zinco (noci, uova, legumi e carne magra)per ottimizzare l’efficienza del sistema immunitario e per combattere le infezioni, il magnesio (verdure, molluschi, noci e pane), coinvolto nell’assorbimento dell’ossigeno da parte del cervello e nei processi che trasmettono gli impulsi nervosi, i carboidrati complessi (patate, cereali, pasta, pane, tutto meglio se integrale) che forniscono all’organismo un apporto di energia costante e un effetto calmante.

 

Si ha quindi bisogno di una dieta sana e varia con una prevalenza di verdura, frutta fresca e secca, legumi e carboidrati integrali, in quanto ricchi di quelle sostanze sopracitate. E dato che il sistema digestivo non è al massimo delle sue funzionalità, i pasti devono essere leggeri, poco elaborati e dovrebbero essere consumati in un clima rilassato e confortevole.

 

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