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La primavera è appena finita, e per molti (forse) stanno anche passando i sintomi delle allergie che ci accompagnano immancabilmente in questo periodo dell’anno.

Il sole, i prati in fiore, i germogli sugli alberi, i pollini… il naso che prude, che pizzica, che cola, gli occhi rossi e lacrimanti: tutto ciò significa il risveglio della natura e, per qualcuno, il risveglio delle allergie primaverili. Diventiamo improvvisamente antistaminici-dipendenti. Spruzzi, compresse, colliri e fazzoletti diventano la salvezza. Ma, ci domandiamo noi, se a questa specie di supplizio moderno si potesse porre un freno con l’alimentazione? Può essere che i cibi assunti quotidianamente diano una mano o, al contrario, peggiorino la condizione della nostra allergia? Scopriamolo.

Che cosa causa la sintomatologia tipica della reazione allergica? Il nostro corpo viene a contatto con particelle di per sé innocue, ma che egli riconosce come nocive e, per attuare la difesa, arruola il sistema immunitario. Nello specifico, viene stimolata la produzione di anticorpi che provocano nei mastociti (cellule del sistema immunitario) il rilascio di istamina. L’istamina, a sua volta, è la responsabile principale delle risposte infiammatorie quali asma, orticaria, rinite e congiuntivite allergica. I sintomi dell’allergia, appunto. Non è un caso, quindi, che la maggior parte dei farmaci utilizzati per prevenire le manifestazioni allergiche siano antistaminici, ossia in grado di contrastare l’azione dell’istamina.

La novità è che si è scoperto che anche alcuni alimenti hanno effetto antistaminico, in grado di ridurre lo stato di infiammazione e i sintomi ad esso correlati! Non lo sapevate? Per esempio, verdure come cavolo, verza, lattuga, prezzemolo, rafano, ravanello nero e rosso contengono molta vitamina C, che impedisce il rilascio di istamina e aumenta la risposta di disintossicazione dell’organismo da questa sostanza. Ma allora anche gli agrumi hanno questa proprietà, penserete voi. Purtroppo per essi va fatto un discorso a parte perché, sebbene abbiano un elevato contenuto di vitamina C, risultano favorevoli alla produzione di istamina da parte dell’organismo.

Un altro alimento che agisce contro le allergie è il ribes nero, ricco di acidi omega 6 e omega 3, in grado di ridurre lo stato infiammatorio. Anche oli ad alto contenuto di acido linolenico possono rivelarsi utili. Ovviamente, attenzione ad utilizzare troppo olio d’oliva nel caso di allergia a questa pianta, potremmo peggiorare la situazione!

L’allergia, però, non porta solo fastidi a causa dell’infiammazione delle vie respiratorie, degli occhi, e di altre parti del corpo. Soffrire di un’allergia fa aumentare sensibilmente la quantità di stress provato dall’organismo. In questo caso, frutta e verdura si rivelano utili per il giusto apporto di minerali e vitamine che contrastano questo fenomeno.

Quali sono invece i cibi da evitare perché peggiorano i nostri sintomi? In caso di allergia ai pollini, può capitare di sviluppare sensibilità ad alcuni vegetali che hanno parentela botanica con la pianta incriminata. Mela, pera, nespola, pesca, ciliegia, prugna, kiwi, carota, sedano, finocchio, prezzemolo, soia, fave e frutta secca (in particolare nocciola, noce, arachide, mandorla) danno reazione incrociata in caso di allergie alle betullacee. Invece banana, castagne, cicoria, tarassaco, lattuga, sedano, prezzemolo, carota, finocchio, olio di girasole, margarine, dragoncello, camomilla, miele di girasole, miele di tarassaco possono causare sintomi in caso di allergia alle composite. Kiwi, anguria, pesca, prugna, agrumi, melone, albicocca, ciliegia, mandorla, pomodoro non sono il massimo in caso di allergia alle graminacee.

Vi sono anche numerosi cibi ricchi di istamina o che attivano direttamente il rilascio della sostanza, come lievito, vino (soprattutto rosso), birra e alcol in generale, formaggi stagionati e fermentati, crauti, spinaci, pomodoro, sgombro, aringa, sardina, tonno, gamberetti, crostacei, cioccolato, fragole, mirtillo rosso, ananas, frutta secca, liquirizia, spezie e, come accennato prima, agrumi. Sono da segnalare anche i cibi ricchi di acido acetilsalicilico: pomodori, pepe, mele, uva, vino, albicocche, pesche, ciliegie, prugne e arance. Un’altra categoria di alimenti a cui prestare attenzione è quella contenente la tartrazina (colorante E102), implicata nella liberazione di istamine. Questo colorante viene aggiunto solitamente in bevande gassate, caramelle alla frutta, marmellate, gelatine, mostarda, yogurt, dolci industriali, minestre confezionate, gelati, chewing gum, marzapane e molti altri alimenti, nonché negli involucri delle capsule dei medicinali!

Come vedete, è praticamente impossibile evitare la totalità degli alimenti che favoriscono il rilascio di istamina. Possiamo però aumentare il nostro consumo di ingredienti che ne contrastano il rilascio, alcuni dei quali abbiamo segnalato. Con questo non vogliamo certo dire che un’allergia si può sconfiggere semplicemente con una dieta, ma magari il primo passo possiamo farlo proprio a tavola!

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